“Come hai detto che ti chiami?"
L’autostoppista si voltò sul sedile anteriore della jeep parlando sopra il frastuono dell’aria che entrava dai finestrini “Logan Thibault” Indicò il retro della macchina “E lui è Zeus”
Il pastore tedesco era lì dietro, la lingua a penzoloni, il naso sollevato verso il vento mentre viaggiavano veloci in direzione dell’autostrada
“Bellissimo cane. Io sono Amy. E loro sono Jennifer e Lori”
Thibault si girò a guardarle “Piacere”
“Ciao”
Sembravano turbate. Il che non lo sorprendeva, dopo quello che era successo “Grazie per il passaggio”
“Figurati. Hai detto che devi andare a Hampton?”
“Se non è troppo distante”
“E’ proprio sulla strada”
Dopo essersi infilato nel bosco e aver sistemato un paio di cosette, Thibault era tornato sulla starrata mentre le ragazze stavano partendo. Aveva sporto il pollice, grato di avere Zeus con sé, e loro si erano subito fermate.
A volte le cose vanno proprio per il verso giusto.
Le aveva viste arrivare quel mattino presto – in realtà aveva dormito sulle rocce che davano sulla spiaggetta – ma si era eclissato non appena avevano cominciato a svestirsi. A suo parere quello che facevano rientrava nella categoria “niente di male,niente di brutto” e ,a parte lui, non c’era in giro nessun altro. Non sarebbe certo rimasto lì a guardarle. Che importanza aveva se si spogliavano. Oppure se si travestivano da galline? Non era affar suo, ma ad un certo punto aveva scorto una macchina della polizia della Hampton Country che risaliva la strada.
Dando una bella occhiata alla faccia dell’agente al volante si era accorto che c’era qualcosa di sbagliato nella sua espressione. Senza rifletterci aveva fatto un giro tagliando per il bosco ed era arrivato in tempo per vedere il poliziotto che controllava la scheda di memoria della sua macchina fotografica e poi scendeva dall’auto chiudendo la portiera senza fare rumore. Lo aveva seguito con lo sguardo mentre avanzava con cautela verso il promontorio roccioso. Thibault sapeva perfettamente che quell’uomo poteva essere lì per lavoro, ma aveva la stessa aria del suo Zeus quando aspettava un ghiotto boccone di carne. Troppo esaltata per i suoi gusti.
Così aveva ordinato al cane di restare immobile dov’era, si era tenuto a distanza di sicurezza in modo che il poliziotto non si accorgesse di lui, e il resto del piano era venuto fuori da solo.
Non poteva affrontarlo verbalmente: l’agente avrebbe dichiarato che stava raccogliendo delle prove e le sue affermazioni avrebbero avuto più peso di quelle di uno sconosciuto. Anche un confronto fisico era fuori discussione, soprattutto perché avrebbe causato più problemi che altro, per quanto non gli sarebbe dispiaciuto arrivare a uno scontro diretto con quel tizio. Per fortuna – o sfortunatamente,a seconda del punto di vista- era apparsa la terza ragazza, l’uomo era stato preso dal panico e Thibault aveva visto dov’era finita la macchina fotografica. Dopo averla raccolta da terra avrebbe potuto accontentarsi,ma quel tizio meritava una lezione. Niente di drammatico, giusto un gesto che preservasse l’onore delle ragazze, permettesse a lui di proseguire il viaggio e rovinasse la giornata al poliziotto. Ecco perché aveva forato i pneumatici dell’auto di servizio.
“A proposito” disse Thibault “Ho trovato la tua macchina fotografica tra i cespugli”
“Non è mia. Lori,Jen, una di voi ha perso la macchina fotografica?”
Entrambe negarono
“Tenetela pure” dichiarò Thibault posandola sul sedile “Tanto io ne ho già una. E grazie per il passaggio”
“Sei sicuro?Ha l’aria costosa”
“Non preoccuparti”
“Grazie”
Thibault guardò le ombre che giocavano sul viso di Amy, trovandola attraente come una bellezza di città. Lineamenti scolpiti, pelle olivastra, occhi castani con pagliuzze nocciola. Avrebbe potuto guardarla per ore senza stancarsi
“Senti..fai qualcosa questo fine settimana?” domandò lei “ Noi andremo tutte insieme alla spiaggia”
“Grazie per l’invito,ma non posso venire”
“Scommetto che vai a trovare la tua ragazza, vero?”
“Che cosa te lo fa pensare?”
“Te lo leggo in faccia”
Lui si impose di girare la testa dall’altra parte “Qualcosa del genere”Tratto da: Ho cercato il tuo nome di Nicholas Sparks
Capitolo 1 - da pag 12 a 14
















































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